Il mercato dell’usato in Italia

Il mercato dell'usato in Italia

C’è un mercato che è in continua crescita, di cui magari si parla meno, ma che regala grandi soddisfazioni a chi compra e a chi vende. Stiamo parlando dell’usato, del seconda mano (o second hand se l’inglese piace di più), o con linguaggio da markettari C2C.

Un mercato che cresce in Italia, così come in Europa, e porta con sé anche un indotto non trascurabile fatto di spedizioni, di imballi, di sistemi di pagamento (tutti stakeholder molto interessati allo sviluppo di piattaforme digitali al servizio di questo commercio) ma anche di iniziative satellite, come i centri di riparazione, di restauro e di customizing. Ma andiamo con ordine e partiamo dai dati.

Le categorie market leader

Le categorie più popolari per la vendita dell’usato in Italia comprendono una gamma diversificata di prodotti, che riflettono i diversi interessi e le richieste dei consumatori. In pratica non c’è limite alla vendita C2C, ma ci sono sicuramente categorie più pesanti in termini di scambio commerciale che fanno le regole per tutto il mercato. Senza voler essere esaustivi guardiamo le principali:

  • Abbigliamento e accessori: l’abbigliamento di seconda mano, compresi gli articoli vintage e firmati, è una categoria popolare nel mercato dell’usato italiano, attraente per le persone attente alla moda che cercano pezzi unici.
  • Mobili e decorazioni per la casa: la rivendita di mobili e oggetti di decorazione per la casa è un’altra categoria significativa, poiché consente alle persone di arredare le proprie case in modo sostenibile e conveniente, senza rinunciare alla personalità.
  • Elettronica: i dispositivi elettronici di seconda mano, come smartphone, laptop e altri gadget, sono ricercati dai consumatori che cercano opzioni convenienti o modelli specifici che potrebbero non essere più disponibili nuovi.
  • Libri e media: la vendita di libri, dischi e altri prodotti multimediali (ma CD e DVD sono in questo momento in una fase discendente), rimane una categoria popolare, rivolta a lettori e collezionisti accaniti.
  • Giocattoli e oggetti da collezione: anche giocattoli di seconda mano, oggetti da collezione e articoli legati agli hobby sono molto richiesti tra gli acquirenti che cercano pezzi unici o fanno acquisti legati a emozioni vissute da più piccoli.

Questa ricchezza di offerta, direi senza limiti di categoria e di item possibili, ha portato allo sviluppo di un mercato C2C sia orizzontale che verticale. L’orizzontalità è rappresentata dalle piattaforme di vendita, tra cui la più rappresentativa, e storica, è eBay. In questo enorme negozio online si trova di tutto e per tutte le tasche, con la possibilità di comprare e vendere sia nel mercato domestico che in quello globale. La verticalità è invece una tendenza degli ultimi anni e vede la nascita di piattaforme super-specializzate: moda, ovviamente, ma anche arte, collezionismo e ogni altro interesse che spinga le persone a creare una community.

Il mercato delle auto e delle moto, anch’esso fiorente, non è stato preso in considerazione in questo articolo perché risente di alcune caratteristiche che lo rendono meno assimilabile: a differenza delle altre categorie merceologiche elencate, qui manca l’acquisto di impulso, la possibilità di creare dei profili multiprodotto (a parte ovviamente i venditori professionali) e la serialità dell’esperienza di vendita, che appartiene invece a chi offre libri, giocattoli o anche abbigliamento.

I numeri della moda C2C

Il mercato dell’usato in Italia ha registrato una crescita e una popolarità significative, allineandosi con una tendenza globale verso pratiche di moda sostenibili. Ecco alcuni risultati più interessanti, usciti da una recente ricerca sul sempre più florido, e strategico, mercato del C2C:

  • Il mercato della moda usata in Italia ha registrato un aumento sostanziale, con una crescita del 33% negli ultimi 5 anni, raggiungendo i 24 miliardi di euro nell’ultimo anno, circa l’1,3% del PIL italiano.
  • Tra marzo e giugno 2023, l’Italia ha registrato un aumento del 137% degli ordini di abbigliamento di seconda mano, con un trend in crescita costante.
  • La moda vintage e di seconda mano sta diventando sempre più diffusa, con un mercato valutato a livello globale pari a 33 miliardi di euro (Dati 2021).

Questi numeri hanno suonato come un campanello di allarme per le aziende di retail del nuovo. Perché marchi come Nike, Polo, Carhartt, Adidas, e poi salendo di fascia fino a Valentino, Gucci, Balenciaga, Dolce & Gabbana e via elencando, sono tra i più scambiati a livello globale. E così le aziende che producono abbigliamento non hanno perso tempo e hanno scelto di presidiare direttamente o indirettamente il C2C.

Possiamo dire che per molti brand hanno capito che il mercato si sta facendo multipolare, e nessuna frontiera deve essere lasciata senza presidio, perché arrivarci dopo potrebbe dire arrivare tardi. Poi ognuno può scegliere la propria modalità, e infatti vediamo alcuni casi interessanti, anche non solo fashion.

A novembre 2023 Zara ha introdotto Zara Pre-Owned per offrire servizi di riparazione, rivendita e donazione.

Decathlon propone Decathlon second hand per dare nuova vita ai prodotti usati. Iniziato con le biciclette rimesse a nuovo, si è esteso alle tende da outdoor per arrivare ad includere attrezzature per il fitness e altri sport secondo un programma di sviluppo del settore.

Kiabi con Corner Nuova Vita, porta la vendita del prodotto second hand dentro il negozio dove il cliente può vendere i suoi articoli usati, con la possibilità di guadagnare denaro contante o buoni acquisto, con sconti fino al 20%.

Wish ha lanciato Wish Trade-In un programma che permette di scambiare vecchi dispositivi tecnologici con un pagamento grazie alla partnership strategica con Remarketed, un fornitore rinomato di prodotti rinnovati con sede a Groningen in Olanda. Parte dai Paesi Bassi per poi diffondersi in altri mercati.

Altre aziende, e questo in modo particolare sui mercati del nord Eurpo e degli USA, hanno trovato interessante l’offerta di una serie di piattaforme di servizio, che prendono in carico l’invenduto delle stagioni precedenti, liberando i magazzini dei produttori.

Per esempio le inglesi Thrift+ e Reskinned sono piattaforme dedicate alla rivendita che rappresentano anche filosofie aziendali allineate con una nuova etica dei consumi.

Trove invece propone soluzioni per la gestione del re-commerce: dalla logistica del ritiro alla pulizia, fino alla rivendita. Oggi tra i suoi clienti ci sono marchi del calibro di Lululemon, Levi’s, Allbirds, Patagonia e altri ancora.

Il marketplace fatto dai privati

Ma torniamo in Italia e soprattutto alle piattaforme open per la vendita C2C. Anche qui non vogliamo fare una panoramica esaustiva ma segnalare i trend principali, le idee nuove o gli outsider che si sono ritagliati un posto al sole grazie alla ricerca di mercato che ne ha definito il posizionamento e la vision.

Al primo posto come popolarità, sorretta anche da consistenti campagne pubblicitarie generaliste c’è eBay, identificata come la piattaforma online più popolare per la rivendita e l’acquisto di prodotti di seconda mano in Italia.

Anche Amazon ha assorbito buona parte del mercato C2C, attirato dalla visibilità del brand che sorride: oggi si distingue come leader indiscusso tra i marketplace online in Italia, con una media di 47 milioni di visitatori al mese a ottobre 2023.

Vinted è una piattaforma online che offre la possibilità di vendere e acquistare abbigliamento e articoli di seconda mano. Con una vasta gamma di categorie che spaziano dall’abbigliamento per adulti e bambini agli accessori per la casa, Vinted si distingue per la sua community globale di oltre 75 milioni di utenti.

Subito.it è una piattaforma online popolare in Italia che permette agli utenti di vendere e acquistare abbigliamento, auto, moto e servizi. Offre annunci gratuiti in diverse categorie, facilitando transazioni dirette tra acquirenti e venditori. Tuttavia, alcuni utenti hanno segnalato la presenza di truffe, spingendo l’azienda a implementare misure di sicurezza e a fornire guide per un’esperienza più sicura.

Vestiaire Collective è una piattaforma online che offre la possibilità di acquistare e vendere moda firmata di seconda mano. Con oltre 3 milioni di articoli provenienti da più di 10.000 brand di lusso, la piattaforma garantisce sconti fino al 70% e fornisce un servizio di autenticazione professionale per garantire la qualità degli articoli. Vestiaire Collective rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della moda che desiderano acquistare capi di alta qualità a prezzi convenienti.

Gli utenti più attivi in Italia sono donne tra i 25 e i 34 anni, ma la fascia che fa più acquisti va dai 30 agli oltre 50 anni.

Bivio si è specializzato in abbigliamento di alta gamma second hand, partendo dall’offline. Oggi, con la stessa formula dell’acquisto da privati di usato selezionato, pagato in contanti o in buoni sconto utilizzabili sullo stesso store, si è aperto alla vendita online, offrendo la possibilità di acquistare brand di lusso a prezzi interessanti.

Non vanno però dimenticate le grandi realtà di vendita fisica, che soprattutto nei medi e grandi centri si stanno moltiplicando. Ne citiamo solo due, consapevoli di dimenticarne molti.

Leotron, secondo i dati da loro diffusi, vede un volume d’affari per il segmento “usato in conto terzi” di circa 800 milioni di euro all’anno e mostra una crescita annua del 9%.

Il Mercatino Franchising si posiziona come leader europeo nel settore dell’usato, con una storia di successo che riflette la visione e l’impegno dei suoi fondatori. Ettore Sole, l’ideatore e fondatore, insieme a Sebastiano Marinaccio, presidente della società, hanno sviluppato Mercatino Franchising fino a renderlo un punto di riferimento nel mercato dell’usato in Italia e all’estero. Con quasi 200 punti vendita, inclusi negozi in Spagna, e un fatturato di 90 milioni di euro, il franchising ha visto un’evoluzione significativa della clientela e dei prodotti offerti dall’apertura del primo negozio nel 1995, con l’abbigliamento che oggi domina le vendite rispetto ai mobili, una volta più popolari.

L’apertura del Mercatino Franchising Milano Bovisa è un esempio del loro impegno per l’innovazione e la sostenibilità ambientale, sottolineando il successo del loro metodo operativo che ha permesso a soci con esperienza pregressa nel settore di espandere significativamente il loro business. Questo negozio, situato vicino al campus universitario del Politecnico di Milano, è stato progettato con un layout moderno e una spettacolare cupola panoramica per illuminare l’ambiente espositivo.

Un altro esempio dell’espansione e del successo di Mercatino Franchising è l’apertura di un negozio a Macerata, i cui titolari hanno investito nell’idea di fare business promuovendo la cultura del riutilizzo nella loro città, offrendo un’ampia gamma di prodotti usati da oggettistica, elettrodomestici, fai da te, attrezzature sportive a abbigliamento per uomo, donna e bambino in un ambiente accogliente e organizzato.

In conclusione, Il Mercatino Franchising ha dimostrato di essere una realtà imprenditoriale solida, con una forte enfasi sull’ecologia, l’innovazione e il riuso, che continua a crescere e ad adattarsi alle esigenze del mercato e dei consumatori.

Quali le motivazioni di una crescita così interessante?

Sempre più acquirenti stanno rivolgendo la loro attenzione alle piattaforme C2C per i loro acquisti. Due fattori cruciali guidano questa tendenza, riflesso di dinamiche di mercato sottostanti: la necessità economica e il desiderio di maggiore sostenibilità.

Di fronte a pressioni economiche, i consumatori cercano di risparmiare denaro senza rinunciare al piacere dello shopping. La possibilità di integrare il reddito e liberare spazio a casa sono aspetti chiave, ma non gli unici. Un considerevole 24% dei venditori sceglie le piattaforme C2C per liberarsi di regali indesiderati, mentre altri motivi includono la comodità di rivendere prodotti precedentemente acquisiti o di aiutare amici e familiari a vendere i loro articoli.

La spinta verso la frugalità è evidente, con il 72% degli utenti regolari online in Europa che si sono convertiti all’utilizzo delle piattaforme C2C entro il 2023. Piattaforme come Subito.it in Italia e Leboncoin in Francia stanno prosperando, attrarre traffico e venditori.

Questa tendenza si lega anche al concetto di “Zero Spreco”, con la vendita di prodotti a fine ciclo di vita che garantiscono qualità e rispetto delle normative. Anche se potrebbe essere considerata una nicchia, questa tendenza sembra essere solida.

Le differenze nell’acquisto di prodotti di seconda mano tra l’Italia e altri paesi europei sono evidenti. Mentre solo il 20% degli intervistati italiani ha acquistato prodotti usati negli ultimi 12 mesi, la media negli altri paesi è del 38%. Le motivazioni variano, con l’83% degli acquirenti italiani che indicano il risparmio economico come motivo principale, seguito dal desiderio di ridurre l’impatto ambientale.

A livello regionale, il Sud Italia mostra un maggiore interesse per gli acquisti di seconda mano, evidenziando variazioni nell’adozione del commercio di usato a livello locale.

Nonostante la sostenibilità non sia sempre la principale motivazione per l’acquisto di prodotti di seconda mano in Italia, il mercato del seconda mano è un banco di prova per i marchi del lusso che devono comprendere come partecipare in modo efficace.

Le motivazioni degli acquirenti italiani includono il risparmio economico, la sostenibilità ambientale e l’apprezzamento della storia e dell’unicità dei prodotti. Queste riflettono una crescente consapevolezza sull’importanza della sostenibilità e del riutilizzo.

Infine, l’interesse dei Millennials e della Gen Z per le tendenze della moda del passato e per l’economia circolare sta guidando la crescita del mercato dell’usato, promuovendo uno spostamento verso pratiche di economia circolare e comportamenti dei consumatori più sostenibili.

Il caso Depop

Depop è una piattaforma di social shopping online nata nel 2011 dall’idea di Simon Beckerman, un italiano con cognome inglese. Grazie al sostegno di H-FARM, l’incubatore italiano, la crescita di Depop è stata notevole. Nel giugno 2021, Etsy ha acquisito Depop per 1,625 miliardi di dollari, confermando il successo di questa startup italiana.

Nel 2022, è stata introdotta la funzione “Make Offer”, che consente ai clienti di fare offerte ai venditori su articoli di loro interesse. Questa funzione richiama il periodo d’oro di eBay, quando il marketplace era una comunità di venditori e compratori che si scambiavano oggetti e feedback. Make Offer non solo offre più strumenti ai venditori per guidare le vendite, ma anche rafforza il senso di comunità all’interno di Depop.

Questo strumento di negoziazione delle offerte è diventato fondamentale per gli utenti di Depop:

  • Oltre il 40% degli articoli viene acquistato tramite offerte.
  • Gli acquirenti ottengono uno sconto medio del 23% tramite le offerte.
  • Nel 2023, la comunità ha fatto 62 milioni di offerte su Depop.
  • Ogni settimana, su Depop, ci sono 2 milioni di offerte in circolazione.
  • Domenica e lunedì sono i giorni con il maggior numero di transazioni sulla piattaforma.

Come il C2C diventa incubatore di crescita econoimica del territorio

Sojo, fondata nel 2021 da Josephine Philips, è un’azienda che si occupa di riparazioni nel mondo tessile, mettendo in relazione i clienti con una rete di artigiani nel Regno Unito. Il processo è semplice e innovativo: prenoti il servizio di riparazione, il capo viene ritirato a casa tua, concordi il lavoro da fare e entro una settimana il tuo capo torna a casa, riparato e rimesso in ordine.

Il tutto è gestito attraverso un’app intuitiva, supportata da una rete attuale di 600 professionisti valutati e addestrati nel Regno Unito. Inoltre, presso i grandi punti vendita di Selfridge a Londra, Birmingham e Manchester, sono presenti installazioni permanenti di artigiani Sojo, pronti a sistemare i tuoi capi e donare loro nuova vita.

Guardando a questo mondo con una vista circolare, emergono opportunità economiche sia per venditori che acquirenti, ma soprattutto si promuove una cultura del consumo più consapevole e responsabile. In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità, il reselling e il commercio C2C si rivelano alleati fondamentali nella lotta contro gli sprechi e nell’avanzamento verso un’economia più circolare e sostenibile.

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