Le ebike come veicolo di cambiamento profondo del trasporto urbano e dello sviluppo turistico

Le ebike come veicolo di cambiamento profondo del trasporto urbano e dello sviluppo turistico 2

Nel corso degli ultimi tre anni, il mercato delle biciclette elettriche in Italia ha registrato una crescita notevole, guidata da fattori come la crescente domanda di mobilità sostenibile e l’aumento del cicloturismo. Nel 2022, i ricavi dei produttori italiani di biciclette e componentistica hanno raggiunto la cifra record di 2 miliardi di euro, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Questo dato pone l’Italia come leader tra i produttori europei, con una proiezione di crescita del 6% per l’anno successivo. Le ebike hanno visto una crescita media annua del 21,3% tra il 2019 e il 2022, con un aumento significativo anche nel segmento delle cargo bike elettriche e delle mountain bike elettriche (E-MTB), che hanno registrato un incremento rispettivamente del 100% e del 30% tra il 2021 e il 2022.

Le esportazioni giocano un ruolo significativo, rappresentando il 21% del fatturato nel 2022, con la prospettiva di crescere ulteriormente. È interessante notare come, nonostante il settore delle ebike sia in crescita, le city bike continuino a dominare il mercato italiano con una percentuale del 52%. Tuttavia, l’interesse crescente per le ebike indica una volontà del pubblico di esplorare nuove forme di ciclismo, rendendo il ciclismo sportivo e ricreativo più accessibile e popolare.

La produzione nazionale si concentra sempre più sulle ebike, con una crescita della produzione nazionale del 10% nel 2022 e una riduzione della produzione di biciclette tradizionali del 18% rispetto al 2021. Questo evidenzia un cambiamento nelle preferenze dei consumatori e una maggiore attenzione dei produttori italiani verso le ebike. In particolare, nel 2022, le ebike hanno rappresentato il 13% della produzione nazionale, segnando un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.

Questi dati dimostrano l’importanza di una strategia basata su conoscenze accurate e predizioni affidabili che possono aiutare le imprese del settore a sviluppare soluzioni e progetti che rispondano in modo efficace alla domanda di un mercato in continua evoluzione

Ma i dati sul mercato delle ebike sembrano poter influenzare anche i megatrend della mobilità in Italia, in modi distinti nelle varie aree geografiche.

Nel Nord Italia, dove la produzione si concentra maggiormente e il cicloturismo è già un elemento forte, potrebbe esserci un ulteriore sviluppo di infrastrutture ciclabili avanzate, integrando la mobilità elettrica con il trasporto pubblico esistente e promuovendo l’uso delle ebike come estensione della mobilità quotidiana.

Al Centro l’interesse potrebbe spostarsi sulla connettività interurbana attraverso le ebike, poiché le città e le regioni sono geograficamente più vicine. Qui, le ebike potrebbero diventare un mezzo preferito per il pendolarismo e le attività ricreative, sostenendo un turismo sostenibile che valorizzi il patrimonio culturale e artistico.

Nel Sud e nelle isole, dove le infrastrutture di trasporto potrebbero non essere altrettanto sviluppate, la popolarità crescente delle ebike potrebbe stimolare investimenti in nuove piste ciclabili e servizi turistici, specialmente in aree con forte potenziale turistico. La diffusione delle ebike potrebbe anche incoraggiare un miglioramento della mobilità urbana e rurale, offrendo un’alternativa ai trasporti convenzionali in zone con minore densità di servizi.

In ogni regione, una maggiore adozione delle ebike può stimolare la domanda per un ambiente urbano più vivibile, con meno traffico e inquinamento, promuovendo così un cambio nei megatrend della mobilità verso opzioni più sostenibili e sane.

Questo futuro così roseo appare non impossibile, almeno secondo i dati più recenti pubblicati dall’Osservatorio Stili di Mobilità di Ipsos e Legambiente. Qui si nota un quadro di mobilità in Italia con implicazioni significative per i megatrend di settore. Gli italiani trascorrono in media sei ore a settimana in viaggio, e il 64% di questi spostamenti avviene tramite auto o moto private, anche se si registra una leggera diminuzione a favore di un aumento nell’uso dei mezzi pubblici e delle auto elettriche, che sono passati dall’11% al 13%. La mobilità sostenibile, inclusi gli spostamenti a piedi, in bici o tramite mezzi di micromobilità elettrica, si attesta al 22%.

Queste statistiche riflettono un cambiamento nei comportamenti dei consumatori e indicano potenziali aree di sviluppo per il mercato delle ebike. Città come Bologna e Milano guidano con il 49% e il 48% di spostamenti sostenibili rispettivamente, mentre a Napoli e Roma si riscontra una maggiore dipendenza dall’auto a causa delle carenze dei trasporti pubblici e della mobilità alternativa.

La precarietà nella mobilità è un tema emergente, con il 30% degli italiani che ha rinunciato a spostarsi per lavoro, studio, visite mediche o tempo libero, principalmente a causa dell’accessibilità limitata ai servizi di prossimità e della carenza dei trasporti pubblici. Napoli e Roma sono le città più colpite, mentre Milano e Bologna, con un sistema di trasporto pubblico più efficiente, registrano livelli di precarietà più bassi.

Le motivazioni economiche, come l’alto costo del carburante, influenzano queste tendenze, indicando una crescente difficoltà nel sostenere le spese per gli spostamenti. Inoltre, c’è una considerevole fetta di popolazione (7%) che vive in condizioni di estrema povertà di mobilità, senza accesso ai trasporti pubblici né possibilità di acquistare un’auto.

Infine, la transizione verso l’elettrico è ancora vista come dispendiosa e con servizi di supporto come le colonnine di ricarica ritenute insufficienti. La preferenza per le auto tradizionali a combustione interna rimane alta a causa del risparmio economico e di una maggiore autonomia.

Questi insight possono servire da base per le imprese per formulare strategie mirate che tengano conto delle esigenze di mobilità dei consumatori e del crescente desiderio di soluzioni più sostenibili e accessibili, con particolare attenzione alla mobilità elettrica e ai servizi condivisi nelle aree urbane.

Già solo la lettura e la conoscenza che deriva da questi dati sulle abitudini di mobilità e le preferenze dei consumatori italiani può fornire ai produttori di biciclette elettriche e alle aziende operanti nel settore della mobilità urbana una base solida per sviluppare strategie adatte al mercato. È facile prevedere che gli insight dei pubblici possa trasformarsi in occasioni di sviluppo imprenditoriali. Ecco alcune ipotesi:

  1. Personalizzazione dei prodotti per le aree urbane: Dati come il 48% degli spostamenti a Bologna e Milano che avvengono con modalità sostenibili suggeriscono una forte domanda per opzioni di trasporto elettrico adatte a brevi viaggi urbani. Le aziende possono focalizzarsi sulla progettazione di ebike con caratteristiche come l’agilità nel traffico urbano, facilità di parcheggio, e accessori per il trasporto di merci e borse per lavoratori pendolari.
  2. Incentivare l’adozione di ebike in regioni meno sviluppate: La mobilità elettrica è meno prevalente in alcune zone del Sud Italia, dove la presenza di infrastrutture per la mobilità sostenibile è limitata. Qui, le aziende potrebbero lavorare con le amministrazioni locali per promuovere la creazione di infrastrutture, offrendo incentivi o sconti per l’acquisto di ebike e collaborando alla realizzazione di eventi di sensibilizzazione.
  3. Affrontare la mobility poverty con soluzioni accessibili: Il 7% degli italiani in condizioni di estrema precarietà di mobilità non ha accesso a mezzi pubblici o alla possibilità di acquistare un’auto. Le aziende possono progettare soluzioni di mobilità come servizi di bike-sharing e noleggio a lungo termine di ebike a costi ridotti per queste fasce di popolazione.
  4. Promuovere la transizione elettrica: Considerando la reticenza di una parte della popolazione verso l’auto elettrica, i produttori di ebike hanno l’opportunità di posizionarsi come un’alternativa pratica e meno dispendiosa, sottolineando i benefici in termini di costi operativi e impatto ambientale.
  5. Sviluppare servizi post-vendita: Data l’insufficienza percepita di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, c’è spazio per migliorare i servizi post-vendita, come la manutenzione delle ebike e la disponibilità di punti di ricarica dedicati, possibilmente con energia rinnovabile.
  6. Collaborare con le autorità locali: Lavorare con i governi locali per sviluppare politiche e incentivi che incoraggino l’uso delle ebike, come sussidi all’acquisto, piani di finanziamento, e la costruzione di infrastrutture ciclabili sicure e reti di stazioni di ricarica.
  7. Innovazione basata sul feedback dei consumatori: Usare i dati per comprendere le esigenze e i desideri dei consumatori italiani, progettando prodotti che rispondano specificamente a tali richieste, come ebike con maggiore autonomia, modelli pieghevoli per un facile trasporto in altri mezzi pubblici, e integrazione con app e sistemi di navigazione per una migliore esperienza d’uso. Se guardiamo all’Europa ci sono diversi casi di successo nel settore delle biciclette elettriche e della mobilità sostenibile che evidenziano come l’innovazione basata sui dati possa portare a notevoli progressi.

Di seguito vediamo alcuni esempi significativi.

VanMoof

VanMoof, azienda olandese produttrice di biciclette elettriche, è un esempio eclatante di come l’uso dei dati e la tecnologia possano rivoluzionare il settore. VanMoof ha integrato nei suoi modelli tecnologie smart come il tracking GPS, sistemi antifurto avanzati, e il blocco/remoto tramite app. Utilizzando i dati raccolti, l’azienda ha migliorato costantemente i suoi prodotti e servizi, aumentando la sicurezza e l’attrattività delle sue ebike per i pendolari urbani. L’attenzione di VanMoof per il design e l’esperienza dell’utente, insieme all’uso innovativo dei dati per risolvere problemi comuni dei ciclisti, ha portato a un rapido aumento della popolarità del marchio a livello globale.

Lime

Lime, nota per i suoi servizi di sharing di monopattini elettrici, ha esteso la sua offerta anche alle biciclette elettriche condivise. Analizzando i dati di utilizzo raccolti tramite la sua app, Lime ha ottimizzato la distribuzione dei suoi veicoli nelle città, assicurandosi che siano disponibili dove e quando gli utenti ne hanno più bisogno. Questo approccio basato sui dati ha permesso a Lime di migliorare l’efficienza operativa e la soddisfazione del cliente, rendendo la mobilità sostenibile un’opzione ancora più comoda e accessibile.

Swapfiets

Swapfiets è un altro esempio di successo proveniente dai Paesi Bassi, che offre un servizio di abbonamento per biciclette (e recentemente anche per ebike) che include manutenzione e sostituzione in caso di guasto o furto. Utilizzando i dati relativi a guasti e manutenzione, Swapfiets è in grado di ottimizzare le operazioni e mantenere alta la qualità del servizio. Questo modello di business innovativo, che mette al centro l’uso piuttosto che il possesso, si sta espandendo rapidamente in Europa, attratto dall’interesse crescente per soluzioni di mobilità flessibili e sostenibili.

Governi locali

In Europa, città come Stoccolma, Mönchengladbach, Amsterdam e Copenhagen hanno adottato misure significative per promuovere l’uso delle e-bike e migliorare la mobilità sostenibile. Queste città hanno implementato soluzioni innovative come l’alimentazione del trasporto pubblico con energie rinnovabili, programmi di sensibilizzazione, vasti sistemi di bike-sharing, e hanno reso il centro città accessibile principalmente a biciclette e pedoni. Queste iniziative hanno portato a una riduzione delle emissioni di CO2 e migliorato la qualità della vita dei cittadini, dimostrando come un impegno condiviso verso la mobilità sostenibile possa trasformare radicalmente l’ambiente urbano.

Conclusioni

Questi esempi dimostrano come l’analisi dei dati e l’adozione di tecnologie innovative possano non solo migliorare i prodotti e i servizi esistenti, ma anche creare nuovi modelli di business che rispondano meglio alle esigenze dei consumatori, promuovendo allo stesso tempo la mobilità sostenibile. L’attenzione per l’esperienza dell’utente, unita a una solida comprensione dei dati di utilizzo, consente a queste aziende di anticipare le tendenze del mercato e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti delle abitudini di mobilità.

Un’efficace interpretazione dei Big Data permette a tutti gli stakeholder interessati alla mobilità dolce, alle infrastrutture urbane e all’ingegneria dei trasporti di fare scelte strategiche basate su pattern concreti e previsioni accurate, trasformando l’enorme quantità di dati generati quotidianamente in intuizioni preziose che guidano l’innovazione, l’ottimizzazione delle risorse e la personalizzazione dei servizi. In definitiva oggi, grazia a ricerche di mercato e big data analysis è possibile anticipare le esigenze dei consumatori, migliorare la sostenibilità e la vivibilità urbana, e promuovere politiche di miglioramento del territorio e dell’ambiente, capaci di rispondere a reali problemi e esigenze dei pubblici, contribuendo alla nascita di nuovi stili di vita sostenibili.

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